Il digitale Med-Quad tra accademia, industria, società civile e governi

Approccio alla digitalizzazione attraverso la cooperazione transfrontaliera tra università in 6 paesi. Il progetto strategico “MEDiterranean QUadruple helix Approach to Digitalisation” (Med-Quad) è costruito sullo schema “Quadruple Innovation Helix” – ovvero Accademia, Industria, Società Civile e Governi nell'economia digitale – per un'efficace interazione tra i principali attori dell'innovazione, a supporto di attività pilota per il trasferimento tecnologico e la commercializzazione dei risultati della ricerca.
L’Università dell’Aquila, in particolare “partecipa a progetti di collaborazione a livello europeo ed extra europeo da oltre 20 anni, come coordinatore o partner; oltre 50 progetti ideati e presentati dall’ateneo hanno contribuito allo sviluppo delle politiche europee nei settori della formazione, ricerca e terza missione in tutte le regioni del mondo”, spiega Anna Tozzi, coordinatrice italiana dell’iniziativa ENI CBC MED.
Con Med-Quad, dall’Università dell’Aquila arriva la spinta al dialogo ed allo sviluppo nel Mediterraneo. Come?
“Attraverso lo sviluppo congiunto di competenze e conoscenze relative all’approccio a quadrupla elica, ma anche con la condivisione di conoscenze e competenze in settori cruciali per la regione quali consumo responsabile e qualità dell’acqua e valorizzazione dei beni culturali tramite metodologie non impattanti come realtà aumentata e virtuale. Fondamentali sono inoltre la collaborazione scientifica e la ricerca congiunta”.
Quale impatto concreto potrà avere la vostra esperienza “strategica” ENI CBC MED sul territorio di intervento, in Italia?
“L’importanza dell’Italia nella regione del Mediterraneo è riconosciuta. Il progetto intende pertanto rafforzare il ruolo degli atenei come attori fondamentali per lo sviluppo del territorio. L’impatto atteso è quindi l’individuazione e la realizzazione di una strategia comune volta alla valorizzazione delle ricchezze dell’intera area a beneficio dei cittadini e soprattutto dei giovani”.
Da un lato valorizzazione dell’identità dei territori e dall’altro integrazione transfrontaliera. Si sono già create sinergie con altri progetti ENI CBC MED?
“Sono stati individuati possibili collaborazioni ma non sono state ancora realizzate. Certamente sono in cantiere strategie di rafforzamento della rete. Intanto si fa squadra con i beneficiari Med-Quad nelle città sede delle università partner: L’Aquila, Kilkis, Salonicco, Hebron, Al-Salt, Alessandria d’Egitto”.
Due sono i settori di riferimento del progetto, finalizzati rispettivamente all’ottimizzazione ed alla riduzione dell'uso dell'acqua (Smart Water Use Applications - SWUAP) ed alla promozione e conservazione del patrimonio culturale (Applied Research for Cultural Heritage Exploitation - ARCHEO). È nelle città partner che si rafforzerà la rete in tale direzione?
“Si parte di qui: il progetto lascerà alle città partner 2 Living Lab ad uso della popolazione e delle università e soprattutto la strategia di coinvolgimento dei cittadini nelle politiche di sviluppo territoriali”.
Ci sono casi pilota che potranno essere capitalizzati in futuro?
“La combinazione di QH e Civic University dovrebbe rappresentare la base per la realizzazione degli obiettivi sia dell’agenda 2030 che della università del ventunesimo secolo. Concetti come knowledge square e livig lab sono di fatto già parte della programmazione 2021-27 nelle politiche relative formazione (nuova agenda per l’istruzione superiore e l’European Education Area)”.
Cosa significa Med-Quad in termini di impatti concreti?
“Esperienze nei living lab, sviluppo di app innovative e strategia di collaborazione messa a punto tra istituzioni universitarie e governative orientate verso un obiettivo condiviso”.
Consulta la scheda sintetica del progetto in lingua italiana.
Pubblicato il 17 luglio 2023